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Teglio: la terra, l'arte, la storia - seconda parte

Seconda parte: il fondovalle e i versante orobico

Guida alla visita

A pochi mesi dall’uscita in libreria del primo volume dedicato a Teglio, Gianluigi Garbellini propone il secondo capitolo di un opera che è destinata a restare, per molti anni, un punto di riferimento per chiunque voglia visitare e conoscere più a fondo “La terra, l’arte e la storia” del comune da cui la Valtellina prende nome.

Come molti altri territori della nostra valle, Teglio ha la caratteristica di occupare sia il versante retico che il versante orobico. Questa estensione dei confini ha precise origini alto medioevali ed è diretta conseguenza della necessità di utilizzare risorse indispensabili e tra loro complementari. Infatti se, da una parte, le terrazze del versante retico, prevalentemente solatie –ove sono collocate le principali frazioni e i palazzi nobiliari di Teglio- erano particolarmente vocate all’agricoltura, con la possibilità di ottenere anche due raccolti l’anno (segale e saraceno) oltre al prezioso raccolto di uva Vagella, l’altro versante era indispensabile per l’abbondanza delle acque e la conseguente presenza di opifici e per la produzione di legname.

Questa “Guida alla visita” è dedicata a questa parte del territorio di Teglio, al piano e al versante orobico e in particolare alle quattro sedi principali dell’insediamento umano: Boalzo, Tresenda, Carona e San Giacomo. Più di 200 pagine di testo e di immagini a colori (autrice Franca Valli) ci sollecitano a “spingerci nel cuore degli antichi abitati orobici, tenuti con tenace amore dalle famiglie originarie quale luogo di vacanza, di riposo e naturale motivo per riannodare le radici della propria identità, di cui sono giustamente fiere e gelose custodi.” Questo itinerario ci conduce in antichi villaggi contadini, tra piccoli monumenti della vita quotidiana, intercalati da monumenti architettonici di tutto rispetto nati dalla religiosità secolare della popolazione: chiese, oratori, campanili, affreschi, ancone. Tutto, naturalmente diffuso sui versanti, visto che la società tradizionale non conosceva l’accentramento: ogni angolo era frequentato e abitato e tutta la montagna respirava, come una unità biologica.

Questo nuovo titolo delle “Guide alla visita” arricchisce la collana di Quaderni Valtellinesi e segna ulteriormente la strada di un progetto ambizioso di servizio al turismo culturale della nostra Provincia, un progetto che già vede in cantiere numerose e importanti tappe.

Testo di Gianluigi Garbellini - Contributo sull'archeologia di Mario Giovanni Simonelli, Foto di Franca Valli
2008
pp.212
prezzo: 18,00 €
spedizione: 5,00 €

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