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I luoghi del vino di Valtellina

Esce in questi giorni una nuova edizione del libro I luoghi del vino di Valtellina, un testo fortunato edito nel 2018, nato dalla passione e dalla professionalità dell’arch. Dario Benetti. Lo accompagna questa volta in un “volume fratello”: l’indispensabile traduzione in lingua inglese, considerati l’interesse e il favore riscontrati anche all’estero dalla pubblicazione e l’imminenza delle Olimpiadi Invernali 2026, in buona parte giocate sulle piste dell’Alta Valtellina, le quali attireranno numerosi visitatori internazionali e faranno conoscere attraverso i media la nostra provincia.

La struttura del libro rimane nella nuova edizione la stessa della prima, nata da una ricerca multidisciplinare d’una equipe di professionisti durata ben otto anni. Naturali nella rinnovata versione l’aggiornamento dei dati e l’arricchimento dei contenuti – come nel caso di Castione con lo studio delle ritrovate carte censuarie – l’inserimento di varie mappe, il più incisivo riferimento alla toponomastica delle zone e delle sottozone, un vero campionario questo di nomi spesso curiosi per origine, natura e location - e, infine, l’inserimento di nuove case vinicole. Rispetto al testo del 2018, la nuova edizione conta perciò cento pagine in più.

Registra infatti, accanto agli affermati produttori locali di lunga data, la sorprendente nascita di una miriade di nuove piccole case vinicole, tutte gestite con cura, competenza e passione nel mettere sul mercato valtellinese “vini di nicchia” d’alto livello, molto richiesti dai cultori di enologia e da chi ama gustare un prodotto genuino tarato sulle migliori gradazioni di sapore, colore e consistenza del più esigente dei sommelier. Torna evidente l’azione d’incentivazione e di promozione attuata dal libro sul vino di Valtellina fin dalla sua prima uscita editoriale nell’indicare una nuova e feconda proposta commerciale, non senza qualche sperimentazione di imprese che affrontano insieme le istanze di lavoro e di mercato. (Come nel caso esemplificativo delle cantine Mottolini 1881, Motta e Agrilù.)????

Ci si è infatti convinti in Valtellina della bontà di una risorsa rimasta a lungo sottovalutata, legata al modesto consumo casalingo di un vino locale privo di alte pretese. Il volume, al contrario, mostra, partendo dall’eccellenza del vitigno, l’ampia possibilità di ottenere vini pregiati per il palato più esigente.

Il vitigno della Chiavennasca, esercita già, in chi apprende la sua eroica coltivazione, un sicuro fascino. Tale nebbiolo di montagna cresce sul versante della valle dell’Adda esposto a mezzogiorno nei terrazzi sostenuti e racchiusi nell’intrico titanico di muretti in pietra a secco di oltre 2.500 chilometri. Il lavoro del vigneto in tale contesto risulta indubbiamente un’impresa molto faticosa che, dai primi passi della storia, tocca e connota tuttora i giorni nostri, rivelandosi essenziale componente dell’identità della Valle.

Nel libro, che si presenta nelle vesti di un progetto culturale vero e proprio e non di semplice guida, ricco di un corposo apparato iconico di buon impatto visivo, protagonista non è solo il prodotto finale, il “re vino”. Trovano infatti giusta collocazione il singolo luogo, il paesaggio, la mappatura dei toponimi, l’architettura rurale, la storia, la tradizione e le varie persone con racconti, interviste e il pesante lavoro sulle spalle, in ultima analisi, l’identità di un popolo attivo e i valori di una appartata provincia di montagna lombarda.

Sicuramente l’edizione in lingua inglese garantirà il pieno successo di quest’opera di grande interesse a disposizione di un vasto pubblico mondiale.

Gianluigi Garbellini

Dario Benetti
2025 (nuova edizione)
pp.421
prezzo: 50,00 €
spedizione: 11,00 €

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