L’EDITORIALE del numero 146 di “Quaderni Valtellinesi” richiama l’attenzione dei lettori sul tema della guerra. In una situazione internazionale sempre più complicata con prospettive di appesantimento dell’economia e di ripartenza dell’inflazione, pace e guerra sono spesso affrontate in termini scontati e banali senza un approfondimento sui punti di partenza della crisi sociale. L’editoriale vuole proprio porre questa riflessione sull’uomo, il soggetto principale di questa crisi, e su quanto egli può fare per cambiare la situazione.
UNA CULTURA PER VIVERE riporta una intervista a Gianni Bodini fotografo e ambientalista della Val Venosta, a cura di Robi Ronza. In particolare, il tema dell’articolo è centrato sullo stato dell’agricoltura di montagna e sulle evidenti differenze di scelte e di sviluppo tra le Alpi sudtirolesi e quelle valtellinesi. Si tratta di differenze legate alle potenzialità dell’autonomia speciale, ma non solo, è anche una questione culturale. DALLA VALTELLINA si apre con un reportage sulla Val Corta di Tartano, di Dario Benetti. Questa valle, poco conosciuta e valorizzata, mantiene un incredibile patrimonio naturalistico ed antropico e costituisce un tassello fondamentale della proposta turistica di quei piccoli lembi di Valtellina ancora legati all’identità contadina e pastorale. Piergiovanni Damiani sintetizza la storia e le caratteristiche architettoniche della chiesa dedicata a Santa Margherita a Piussogno, in comune di Cercino, esaltandone l’importanza religiosa, in occasione del recente restauro della facciata e del campanile. Di tono diverso il contributo di Alice Cazzaniga, a spasso tra i ricordi della socialità perduta delle contrade di Talamona negli anni ’80 e ’90 del Novecento e tra i numerosi lavatoi, luoghi di incontro e di dialogo. Guido Scaramellini ci fa invece riscoprire una poesia, “Il telefono”, di Giovanni Bertacchi dove affiora in lui il bisogno di Dio. Stefano Zazzi ritorna nuovamente sulla questione relativa alle opere finanziate per le Olimpiadi invernali 2026. Il successo dell’evento sportivo non ha potuto nascondere le molte problematiche insorte, sia da un punto di vista paesaggistico che da quello realizzativo, problematiche tutt’altro che finite. L’entomologo Paride Dioli riporta i dati di una importante scoperta avvenuta in Valmalenco, quella di un piccolo animaletto, precisamente un dermattero (un tipo particolare di forbicina), rivelatasi una specie nuova per la scienza. Eliana e Nemo Canetta, infine, raccontano l’antica storia dell’influenza sull’Alta Valtellina, nel Medioevo, della famiglia Matsch-Venosta, originaria della Val Mazia, laterale della Val Venosta che ha lasciato in eredità, a distanza di molti secoli, diversità culturali e specificità toponomastiche, ancora oggi rilevabili.
La rubrica EPPUR SI MUOVE è interamente dedicata allo scrittore Vittorio Messori, scomparso il 3 aprile scorso nella sua casa di Desenzano sul Garda. Nell’occasione Quaderni riporta, a cura di Dario Benetti, la lunga intervista che lo scrittore concesse nel 1983, una tra le più importanti e ancora attuali, raccontando come essa nacque all’interno del monastero di Montebello nelle Marche.
Robi Ronza, infine, nella rubrica PERSONE DA RICORDARE (che sostituisce in questo numero la consueta rubrica di RECENSIONI), ricorda la figura di Massimo Lardi, deceduto nel luglio 2026, uno dei maggior studiosi del vicino territorio del Grigioni italiano.