Il primo numero del 2024 di Quaderni Valtellinesi si apre con un Editoriale che ricorda la figura del prof. Ulderico Bernardi a tre anni dalla scomparsa. In particolare, ci si sofferma su una delle questioni di maggiore attualità del pensiero del sociologo trevisano: il rapporto tra la cultura e la comunità. In un momento storico in cui sembrano prevalere individualismo e contrapposizioni violente, il richiamo all’insopprimibile esigenza umana di comunità è quantomai opportuno. Robi Ronza nella rubrica Una cultura per vivere intervista Antonio Marchesi, uno dei pionieri dell’agricoltura biologica nella Valle di Poschiavo, valle di lingua italiana, a pochi chilometri dal confine di Tirano. Dalla Valtellina e dai Contadi si apre invece con un reportage di Roberto Ferranti, con fotografie di Gianfranco Scieghi, su alcune specie botaniche spontanee del territorio sondriese. Dario Benetti, a seguire, propone alcune interviste: la prima a don Filippo Macchi, prete missionario della diocesi di Como in Mozambico, la seconda ad una giovane azienda vitivinicola del Tiranese, Radìs, di Alessandro Bana e Stefano Panizza. Dal 2020 questa realtà ha cominciato la coltivazione di 12.000 mq di vigneto con metodi sostenibili e con il recupero di antiche varietà. Un’ultima intervista, ma non meno importante, è dedicata a Paolo Pirruccio che, da qualche numero ha sostituito il compianto Giulio Perotti come redattore dell’area di Morbegno. Pirruccio, in particolare racconta la sua esperienza di caporedattore, durata 38 anni, della rivista “Il Ponte”, giornale delle comunità di Andalo Valtellino, Delebio, Piantedo e Rogolo. Franco Garbellini ci riporta al 7 marzo 1987 e all’affascinante scoperta degli affreschi medievali nella chiesa di S. Perpetua, mentre Paolo Pirruccio ricorda Dario Ciapponi (scomparso il 30 dicembre 2023), titolare, col fratello Primo del negozio di Morbegno. Questo esercizio è stato inserito, dalla classifica stilata prestigioso Financial Times, tra i migliori 50 negozi di alimentari al mondo. La rubrica Eppur si muove di Giorgio Fornoni ricorda i cento anni (1923-2023) del disastro della diga del Gleno, in Valbondione, a pochi chilometri dalla Valtellina. Pochi ricordano oggi questo avvenimento, che anticipò la tragedia del Vajont e che causò ben 356 morti e grandi distruzioni.
Nelle Recensioni, infine, Roberta Muttoni ci parla dell’ultimo libro edito dalla Cooperativa Quaderni Valtellinesi, dedicato a Colorina, tra storia, natura e tradizioni, mentre, da un estratto dell’introduzione di Gian Piero Mazzoni, ricostruiamo un tratto dell’itinerario che lo ha portato alla pubblicazione dell’opera monumentale (oltre 500 pagine) Una montagna di fotografie, un’opera appassionata sulla storia e l’identità di questa valle orobica.