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San Michele Arcangelo nella basilica Santuario Madonna di Tirano

Nel giorno di San Michele, il 29 settembre 1504, la Madonna apparve a Tirano a Mario Homodei e, subito (1505), iniziò la costruzione, da parte della comunità del Santuario ad essa dedicata. Il santuario della Madonna di Tirano è stato fulcro di venerazione di san Michele. Attestano il culto dell’arcangelo le immagini – oltre una ventina – distribuite nel corso dei secoli tra l’esterno e l’interno della costruzione sacra in varie opere: marmoree, in intarsi e intagli lignei, dipinti, grandi statue in lamine di metallo con finimenti d’oro e d’argento, ricami in fili d’oro su apparati d’altare e paramenti, in numerose tavolette ex voto e perfino fuse nelle campane. Santo particolare certamente e uno dei più amati per il carattere della sua misteriosa natura spirituale e i molteplici aspetti del suo ruolo, Michele non disdegna di manifestarsi visibilmente in apparizioni quale giovane angelo dai tratti umani per soccorrere e richiamare alle realtà divine. In Oriente è rappresentato in un bellissimo giovane sorridente, in posa ieratica, vestito come un sacerdote o un dignitario imperiale; in Occidente invece la preferenza è per un giovane guerriero temibile nell’aspetto e dal volto imperturbabile. (Bussagli e D’Onofrio, Le ali di Dio… pp. 119-122) Michele è il turiferario con l’incenso fumante al cospetto di Dio, veglia sulle anime nel momento del trapasso e del giudizio, è l’angelo psicopompo che accompagna le anime dei defunti al destino ultraterreno, il protettore della Chiesa, l’ausilio di chi lo invoca nei momenti critici, nelle calamità e in particolare in occasione della peste. (A. Pasolini, Sul monte il Signore provvede, p. 105) L’arcangelo non mancherà tra i sette angeli destinati a suonare, alla fine dei giorni, le trombe annunciatrici del castigo finale e del giudizio. (Apocalisse, 8, 9, 10). Altamente significativo il richiamo del suo nome, in ebraico Mi-ka-El, in latino Quis ut deus? - in italiano “Chi come Dio?” L’arcangelo è il capo supremo dell’esercito celeste, che Daniele nella Bibbia definisce “uno dei principi supremi” e “il gran principe che vigila sui figli d’Israele” (Daniele 10, 13 - 10, 21 - 12, 1). Lo cita nella sua lettera anche l’apostolo Giuda Taddeo a proposito della contesa sostenuta da Michele con il diavolo che pretendeva il cadavere di Mosè. (Giuda, 9)

Urbania (PU)
Gianluigi Garbellini
2026
pp.112
prezzo: 18,00 €
spedizione: 5,00 €

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