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Memorie di Bernardo Petrucci, Parroco di Albosaggia

Le Effemeridi di Bernardo Petrucci, manoscritto conservato nel prezioso fondo Romegialli (cart.18 F. XVI) dell’Archivio di Stato di Sondrio, costituiscono una delle testimonianze più vivaci della vita delle comunità valtellinesi in uno dei periodi più cruciali della loro storia. Circa 40 anni orsono, l’amico Gianfranco Scieghi, trovandosi presso l’Archivio di Stato di Sondrio per una ricerca sulle alluvioni storiche nel comune di Albosaggia, notò il corposo manoscritto intitolato “Effemeridi”, realizzato dal prevosto del paese orobico Bernardo Petrucci tra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento. Dopo averlo trascritto integralmente mi sottopose quindi la preziosa memoria. Di questo documento ho utilizzato ampie citazioni delle parti di maggior interesse storico in un recente studio su questi anni determinanti nel passaggio gravitazionale tra nord (dominio grigione con capitale Coira) e sud (Milano e la Repubblica Cisalpina). La pubblicazione di questa edizione integrale, svela però anche i particolari più quotidiani del borgo di Albosaggia e insieme l’intelligenza e la cultura di un uomo nobile non solo per la discendenza da una delle famiglie più illustri di Albosaggia, ma anche per lo spirito, formato da profondi studi e da una precoce e solida vocazione cristiana. Del resto il sacerdozio per gli uomini e la vocazione monacale per le donne era destino che accomunava diverse generazioni della famiglia.
Bernardo Petrucci, figlio del nobile Giovan Pietro fu Bernardo e della nobildonna Maddalena fu Giacinto Guicciardi di Ponte in Valtellina, fu battezzato nella chiesa parrocchiale di S. Caterina di Albosaggia dallo zio, allora parroco, Cipriano, la domenica 26 novembre del 1769; gli furono dati i nomi di “Pietro, Bernardo e Francesco Maria”. I padrini furono il nobiluomo Gregorio fu Pietro Morelli di Teglio e la nobildonna Anna Rosa Guicciardi, moglie di Cristoforo Quadrio di Tirano. Non c’è da stupirsi dei collegamenti con famiglie nobili relativamente distanti da Albosaggia: come scrisse Francesco Visconti Venosta nelle sue Notizie statistiche intorno alla Valtellina (1844), tutte le famiglie nobili locali costituivano un ambiente chiuso, si conoscevano e si frequentavano. Bernardo Petrucci governò la parrocchia per 41 anni. Nel 1802 predispose un accurato Stato delle anime “nel mese di giugno, cioè dopo 5 anni di parrocchia, con molta fatica e gran dispendio di tempo, che mi fu però compensato ampiamente nel seguito degli anni e mi compensa attualmente attesa la facilità di ritrovare subito quelle notizie che abbisognano per l’estrazione delle fedi parrocchiali”, documento che continuò ad aggiornare nel corso del tempo.
Egli morì ad Albosaggia, come risulta dal registro dei defunti della parrocchia di S.Caterina, dopo breve malattia, il 13 ottobre 1838 poco dopo aver compiuto 69 anni.

A cura di DarioBenetti e Gianfranco Scieghi
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